Disillusioni di una tirocinante infermiera

“Bene” mi ritrovo inevitabilmente a pensare, nonostante tenti di allontanare quel pensiero dalla mia mente in quanto non lo trovo esattamente professionale” quindi aver preso un 30 e lode all’esame di anatomia e fisiologia e conoscere perfettamente il meccanismo di filtrazione renale, che avviene a livello della capsula di bowman, attraverso il glomerulo, che permette il passaggio solo di molecole con dimensioni inferiori a quelle dell’albumina, che è la principale proteina del corpo umano, è fondamentale per portare la padella alla paziente, aspettare con impazienza che lei finisca di urinare, gettare le urine nella vuota e tirare lo scarico. Perché questo è il massimo del contatto con l’apparato urinario che ho tanto approfonditamente studiato.” Mi vergogno dei miei stessi pensieri, perché ho sempre odiato i miei amici e i miei parenti che, in toni più o meno velati, insinuavano che la mia intelligenza ,che mi ha consentito di diplomarmi con il massimo dei voti al liceo scientifico, insieme a un impegno e una costanza che nessuno sembra notare mai, fosse sprecata per fare l’infermiera, per cambiare pannoloni e infilare cateteri. La frase “ma perché, veramente per fare l’infermiera serve una laurea?” Mi rimbomba spesso nel cervello, martellante come un trapano la domenica mattina, soprattutto in momenti come questi. Quando ho iniziato a studiare specifiche materie infermieristiche, ho imparato a rispondere a tono: ” L’infermiere è un professionista autonomo, che dispone di un proprio Continue reading »

Infermieristica: gli esami

Il corso di laurea in infermieristica (università degli studi la Sapienza, Policlinico Umberto I) prevede che una sostanziosa parte dell’attività didattica sia dedicata al tirocinio, ma riserva anche una quota non indifferente di ore alle lezioni, e, di conseguenza, ai temuti esami. Durante il primo anno di corso, in particolare nel primo semestre, si affrontano argomenti molto generici e, spesso, non ancora specifici nel campo dell’infermieristica. Piú nel dettaglio, durante il primo semestre del primo anno, si seguono questi corsi: basi molecolari e cellulari della vita, basi anatomo-fisiologiche del corpo umano, basi dell’assistenza infermieristica. È importante sottolineare che nel corso di laurea in infermieristica i corsi sono integrati, cioè ciascun esame prevede lo studio di almeno tre materie: per basi molecolari e cellulari della vita si tratta di biochimica, fisica e genetica; per basi anatomo-fisiologiche del corpo umano è previsto lo studio dell’anatomia, della fisiologia e dell’istologia. Continue reading »

Infermieristica alla Sapienza: quello che dovete sapere

Nel settembre del 2012, quando mi sedetti su quella sedia ed iniziai a compilare il test di ingresso per entrare nel corso di laurea in infermieristica alla Sapienza, non possedevo molte informazioni fondamentali, che forse mi avrebbero impedito di commettere quello che non voglio definire un errore, ma piuttosto una deviazione nel mio percorso. Una deviazione che mi ha comunque arricchito non solo a livello culturale, ma anche e soprattutto a livello personale.

Voglio quindi fornire delle informazioni che potranno essere utili a chi, quest’anno, si accingerà a fare il test di ingresso per le professioni sanitarie alla Sapienza, ed, in particolare, per infermieristica.

Al test di ingresso si possono mettere tre scelte: ad esempio prima scelta ostetricia al policlinico Umberto I, seconda scelta tecnico radiologo al San Camillo, terza scelta infermieristica al San Pietro, oppure prima scelta infermieristica al policlinico Umberto I, seconda scelta infermieristica al Sant’Andrea, terza scelta infermieristica al San Camillo. Le tre scelte, quindi, possono comprendere sia diversi corsi di laurea in varie sedi, sia diverse sedi dello stesso corso di laurea. Ovviamente, non siete obbligati a selezionare tre scelte, potete anche decidere di selezionare un solo corso di laurea. In questo modo, però, ovviamente, avrete meno possibilità di entrare.

Se risulterete vincitori nella vostra prima scelta, dovrete necessariamente immatricolarvi in quel corso di laurea, e non potrete invece iscrivervi nella vostra seconda o terza scelta, nonostante doveste risultare vincitori anche lì. Ad esempio, se avete messo come prima scelta infermieristica al policlinico Umberto I, e come seconda scelta infermieristica al Sant’Andrea, potrete immatricolarvi nel corso di infermieristica al policlinico, e non in quello al Sant’Andrea. Se risulterete vincitori nella seconda e terza scelta, ma non nella prima, dovrete immatricolarvi nel corso di laurea che avete designato come seconda scelta. Ovviamente, se risulterete vincitori soltanto nella vostra terza scelta, potrete immatricolarvi esclusivamente al corso di laurea corrispondente.

Se vi siete immatricolati nella vostra seconda o terza scelta, ma, con lo scorrere della graduatoria, rientrate nella vostra prima scelta grazie ai subentri, potrete chiedere il trasferimento al corso di laurea che avevate indicato come prima scelta.

Per quanto riguarda più nel dettaglio il corso di laurea di infermieristica al policlinico Umberto I Continue reading »

Agli studenti o futuri studenti di infermieristica…

Ai futuri studenti di infermieristica..

Non intraprendete questo percorso se non ve la sentite fino in fondo, se lo fate solo perchè vi cullate nell’illusione di un posto di lavoro assicurato in soli tre anni, se non siete disposti a sacrificarvi, almeno in parte, per aiutare il prossimo, se non siete in grado di rinunciare a domeniche, Natale, Pasqua e Capodanno. Se il vostro sabato sera lo volete passare a divertirvi con gli amici, e non in reparto ad assistere i malati. Non lo fate se pensate “l’igiene del malato non mi compete, è compito delle figure ausiliarie”, perchè le figure ausiliarie non ci sono, e l’igiene del paziente rientra a pieno nelle competenze infermieristiche. Non scegliete questa professione se non siete abbastanza forti da vivere quotidianamente a stretto contatto con la sofferenza e la malattia, consapevoli del fatto che potrete trovarvi ad assistere pazienti la cui unica possibilità è la morte. E il vostro compito allora sarà accompagnare il paziente a una morte serena, ma ne sarete in grado? Continue reading »