Disillusioni di una tirocinante infermiera

“Bene” mi ritrovo inevitabilmente a pensare, nonostante tenti di allontanare quel pensiero dalla mia mente in quanto non lo trovo esattamente professionale” quindi aver preso un 30 e lode all’esame di anatomia e fisiologia e conoscere perfettamente il meccanismo di filtrazione renale, che avviene a livello della capsula di bowman, attraverso il glomerulo, che permette il passaggio solo di molecole con dimensioni inferiori a quelle dell’albumina, che è la principale proteina del corpo umano, è fondamentale per portare la padella alla paziente, aspettare con impazienza che lei finisca di urinare, gettare le urine nella vuota e tirare lo scarico. Perché questo è il massimo del contatto con l’apparato urinario che ho tanto approfonditamente studiato.” Mi vergogno dei miei stessi pensieri, perché ho sempre odiato i miei amici e i miei parenti che, in toni più o meno velati, insinuavano che la mia intelligenza ,che mi ha consentito di diplomarmi con il massimo dei voti al liceo scientifico, insieme a un impegno e una costanza che nessuno sembra notare mai, fosse sprecata per fare l’infermiera, per cambiare pannoloni e infilare cateteri. La frase “ma perché, veramente per fare l’infermiera serve una laurea?” Mi rimbomba spesso nel cervello, martellante come un trapano la domenica mattina, soprattutto in momenti come questi. Quando ho iniziato a studiare specifiche materie infermieristiche, ho imparato a rispondere a tono: ” L’infermiere è un professionista autonomo, che dispone di un proprio Continue reading »

Come i soldati di Ungaretti

 

 

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 Soldati

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie

scriveva Giuseppe Ungaretti nel 1918. La poesia rientra nella raccolta intitolata “L’Allegria”. La forza cruda e dura del componimento sta tutta nella similitudine che è il pilastro della poesia stessa: i soldati sono paragonati alle foglie sugli alberi, in autunno, costantemente in bilico tra la vita e la morte, con la consapevolezza che una sferzata di vento potrebbe porre fine alla loro esistenza da un momento all’altro. Continue reading »

Primavera

488104_10200210561739632_1529963169_nÈ una mattina come tante altre su via di Valle Muricana: il sole splende costringendomi ad indossare gli occhiali da sole; nel cielo azzurro chiaro si affacciano soffici nuvole bianche, che hanno un qualcosa di familiare con la panna montata e con la lana candida delle pecore che pascolano nel campo che costeggia la strada principale. Alla fermata dell’autobus 035, l’unico che transita su questa strada, da Prima Porta fino a Borgo Pineto, una ragazza, che ritengo poco più giovane di me, tenta di scacciare un’ape. Mi sembra quasi di sentirne il ronzio. Nel giardino della scuola elementare di Via Concesio i bambini giocano sotto la vigile attenzione della loro maestra: alcuni si rincorrono ed il fragore delle loro innocenti risate si perde nel frenetico scalpiccio dei loro passi frettolosi. Quella zolla di terra adibita a parcheggio che fronteggia la scuola continua, nonostante il sole di questi ultimi giorni, ad essere costellata da profonde pozzanghere, soprattutto dopo il nubifragio che si è abbattuto sulla capitale il 31 gennaio scorso, e che si è scagliato con particolare violenza sul quartiere di Prima Porta. Continue reading »

Dopo la maturità, la scelta dell’università e l’inizio di un nuovo percorso

I maturandi hanno da poco festeggiato i famosi cento giorni ed hanno iniziato a spuntare le caselle del calendario che li separano da quel fatidico momento in cui si sederanno su una sedia cigolante, prenderanno in mano una biro ed inizieranno a svolgere le prove scritte di maturità, cui farà seguito il tanto temuto esame orale, l’ultima interrogazione nel proprio istituto superiore di secondo grado. L’esposizione della tesina, una domanda da ciascun professore e via, liberi di trascorrere un’estate senza troppi pensieri. Tuttavia, la sensazione di libertà si ritroverà quasi subito a scontrarsi con una sensazione decisamente meno piacevole: quella evocata dalla paura dell’eventuale futura scelta universitaria, alla quale riusciranno forse a sfuggire solo coloro che fin da piccoli hanno il sogno di diventare medico, professore, architetto e quindi lotteranno con tutte le loro forze per raggiungere il tanto ambito traguardo. Per coloro, invece, che non hanno ancora le idee chiare o non hanno un’innata passione verso una particolare professione si prospettano Continue reading »

Mattina

Sento la dolce melodia di un uccellino mattiniero penetrare attraverso le persiane chiuse. La luce del sole, quella ancora no, la stella che ci illumina non ha ancora fatto capolino per darci definitivamente il buon giorno. Ma per me il giorno deve cominciare. La sveglia non è ancora suonata, ma l’uccellino che continua a cantare allegro e che ha ormai definitivamente interrotto il mio sonno, sembra volermi ricordare insistentemente che tra pochi minuti lo farà. Trovo la forza di accendere l’abat-jour sul comodino e guardo l’ora: le 5:02. Come immaginavo, tra ventotto minuti dovrò abbandonare le confortevoli coperte e gettarmi nella fresca aria mattutina della prima metà di Aprile. La mia mente ne è consapevole, il mio corpo un po’ meno, e mi convince ad abbandonarmi a una piacevole dormiveglia, nella quale si fanno caoticamente spazio immagini di prelievi, punture, flebo e letti di ospedale. Passati quei ventotti minuti, che mi sono sembrati effettivamente non più di cinque, il martellante “drin drin” della sveglia accompagna la soave melodia dell’uccellino, che non ha mai smesso di canticchiare.

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Agli studenti o futuri studenti di infermieristica…

Ai futuri studenti di infermieristica..

Non intraprendete questo percorso se non ve la sentite fino in fondo, se lo fate solo perchè vi cullate nell’illusione di un posto di lavoro assicurato in soli tre anni, se non siete disposti a sacrificarvi, almeno in parte, per aiutare il prossimo, se non siete in grado di rinunciare a domeniche, Natale, Pasqua e Capodanno. Se il vostro sabato sera lo volete passare a divertirvi con gli amici, e non in reparto ad assistere i malati. Non lo fate se pensate “l’igiene del malato non mi compete, è compito delle figure ausiliarie”, perchè le figure ausiliarie non ci sono, e l’igiene del paziente rientra a pieno nelle competenze infermieristiche. Non scegliete questa professione se non siete abbastanza forti da vivere quotidianamente a stretto contatto con la sofferenza e la malattia, consapevoli del fatto che potrete trovarvi ad assistere pazienti la cui unica possibilità è la morte. E il vostro compito allora sarà accompagnare il paziente a una morte serena, ma ne sarete in grado? Continue reading »