Punture intramuscolari

Puó capitare a tutti di ritrovarsi ad aver bisogno di una puntura intramuscolare. La tecnica di esecuzione di questa procedura è in realtà piuttosto semplice, ma bisogna essere a conoscenza di alcune nozioni di base per evitare complicazioni che, in alcuni casi, possono essere anche piuttosto serie.

Le punture intramuscolari permettono di somministrare il farmaco direttamente nel muscolo. Possono essere effettuate nella regione dorsoglutea, nella zona ventroglutea, a livello del vasto laterale della coscia ed anche sul braccio, a livello del deltoide. La sede di puntura va scelta tenendo conto di diversi fattori, primi tra tutti la consistenza muscolare e la quantità di farmaco da iniettare. Generalmente, non si somministrano piú di 4 ml di farmaco per via intramuscolare, ma nel deltoide se ne somministrano massimo 2 ml. Inoltre, nel caso in cui le punture andassero ripetute, è importante ruotare il sito di iniezione periodicamente.

La regione dorsoglutea corrisponde al
quadrante superiore esterno del gluteo. È molto importante non pungere troppo in alto altrimenti si rischia di lesionare il nervo sciatico, che garantisce la sensibilità di tutta la gamba.
La regione ventroglutea si individua poggiando il palmo della mano sul grande trocantere con il dito indice rivolto verso la spina iliaca anterosuperiore. La zona di puntura è quella delimitata dal dito indice e dal dito medio.
Il vasto laterale si localizza dividendo la parte anteriore della coscia, sia orizzontalmente sia verticalmente, in tre porzioni. La sede di puntura è rappresentata dal terzo medio esterno.
Infine, il deltoide si individua palpando il bordo inferiore dell’acromion.

Una volta scelta la sede di iniezione, si procede con la disinfezione della parte interessata, con movimenti circolari dall’interno verso l’esterno. È importante controllare sempre che sia stata eliminata tutta l’aria dalla siringa, dandole dei colpetti con le dita ed eliminando un po’ della soluzione in essa contenuta.
Se il farmaco da iniettare risulta particolarmente fastidioso, si utilizza la tecnica a Z, che consiste nello spostare la cute, con la mano non dominante, per circa 2 cm in basso o lateralmente, mentre con la mano dominante si inserisce l’ago. Una volta inserito l’ago, che per le intramuscolari richiede un angolo di inserimento tra i 45 e i 90 gradi, si rilascia la cute precedentemente tesa con la mano non dominante. Prima di iniettare il farmaco è fondamentale aspirare per almeno cinque secondi, per verificare di non aver toccato un vaso sanguigno. In alcuni casi, iniettare un farmaco per uso intramuscolare in un vaso puó essere molto pericoloso: alcuni farmaci possono contenere la lidocaina come anestetizzante che, se iniettata in circolo, puó causare un arresto cardiaco. Se dovessimo aspirare del sangue, è necessario gettare tutto il materiale usato e ricominciare da capo. Altrimenti, si procede con la somministrazione del farmaco, che deve essere sempre lenta, con una velocità di circa 10 secondi per ogni ml di soluzione. Terminata la somministrazione, si ritrae l’ago con un movimento netto, cercando di mantenere la stessa angolazione di entrata. Si puó esercitare pressione con un batuffolo di cotone o con delle garze asciutte.

Se non si utilizza la tecnica a Z, si tende la cute con due dita della mano non dominante durante tutta la procedura.

I maggiori danni che si possono provocare con una puntura intramuscolare sono lesioni di nervi o di vasi sanguigni, periostite, cellulite( infiammazione diffusa di tutte le parti molli).

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