La sterilizzazione del gatto

Tutti coloro che hanno un gatto, sia che questo viva in appartamento sia che viva all’aperto, ad un certo punto si trovano a prendere la fatidica decisione riguardo la sterilizzazione.

Perché sterilizzare? Per quanto riguarda i gatti che vivono in casa, la risposta è evidente a qualunque proprietario: i gatti maschi (che, ricordiamolo, non vanno in calore, ma sono sempre pronti all’accoppiamento, e sono attirati dalle femmine in calore) tendono, una volta raggiunta la pubertà, a marcare il territorio con spruzzi di urina dall’odore nauseante. Quando sentono una femmina in calore, fanno di tutto per scappare, e, se ci riescono, possono incorrere in furiose lotte con altri gatti, senza contare il rischio di contrarre malattie infettive sessualmente trasmissibili (FIV e FeLV). Il rischio delle malattie è ovviamente presente anche per le gatte femmine, che corrono anch’esse, benché meno frequentemente rispetto ai maschi, il rischio di scappare durante il calore. Se durante il calore tenete una gatta segregata in casa, questa inizierà a miagolare in modo caratteristico, producendo un suono lungo e continuo che ricorda il pianto di un bambino. Il tutto può andare avanti per settimane, se la gatta non si accoppia. Inoltre, anche qualora foste disposti a sopportare-e a far sopportare alla micia- questa tortura, ripetuti calori a vuoto espongono la gatta a un maggior rischio di sviluppare tumori e infezioni uterine. C’è ovviamente la possibilità di mantenere la gatta intera e farla accoppiare, se si ha la possibilità di mantenere e di gestire tutti i gattini (circa 4-5 gattini almeno due volte l’anno!)

Se avete deciso per la sterilizzazione, vi chiederete come funziona. Per le gatte, si esegue l’asportazione delle sole ovaie o delle ovaie e dell’utero. C’è anche la possibilità di asportare solo l’utero, soluzione indicata per quelle gatte che vivono esclusivamente all’aperto, che potranno così continuare una tipica vita da gatta, entrando in calore e accoppiandosi, ma senza rimanere incinte. In questo modo, si eviterà anche lo sbalzo ormonale responsabile dell’aumento di peso-comunque assolutamente controllabile- del gatto sterilizzato. Le gatte, a differenza di quanto accade per i cani, possono essere sterilizzate anche durante il calore: avvertire però il veterinario della situazione, potrebbe essere necessario prendere qualche accorgimento in più! L’intervento è semplice, e in genere potrete riportare la gatta a casa il giorno stesso dell’operazione. Durante le prime ore post-operatorie, la gatta sarà ancora spossata per via dell’anestesia, ed è meglio lasciarla in un posto tranquillo, semibuio, al caldo, senza farla mangiare. Già uno-due giorni dopo, la gatta tornerà a fare la vita di sempre. Occorrerà solo seguire l’eventuale terapia antibiotica come indicato dal veterinario e fare attenzione alla ferita: se la gatta tende a strapparsi i punti, sarà necessario, almeno per i primi giorni, ricorrere al collare elisabettiano o a un cappottino. Comunque, in genere i veterinari mettono sia i punti esterni sia quelli interni, quindi la gatta non incorre in rischi particolari strappandosi un paio di punti esterni, soprattutto se è già passato qualche giorno dall’intervento. Si possono anche usare punti riassorbibili, che hanno il vantaggio di non dover essere rimossi, ma che allungano i tempi di guarigione.

L’intervento di castrazione del maschio è di gran lunga più semplice, e consiste nell’asportazione dei testicoli. Nella maggior parte dei casi non sono necessari i punti di sutura e la ripresa è più rapida che nelle femmine.

Quando sterilizzare? La sterilizzazione può ovviamente essere eseguita indipendentemente dall’età del gatto, ma è preferibile, per i maschi, eseguirla prima (o non appena) che il gatto inizi a mostrare i comportamenti tipici della pubertà: aspettando troppo, questi potrebbero persistere nonostante la sterilizzazione. Riguardo le femmine, l’intervento si puó eseguire anche prima del primo calore, quindi intorno ai sei mesi. Alcuni preferiscono aspettare il primo calore, testimonianza del completo sviluppo della gatta. Comunque, eseguire l’intervento prima del compimento dell’anno di vita riduce notevolmente il rischio di tumori mammari.

In entrambi i casi, come deve cambiare la gestione del gatto dopo la sterilizzazione?
Il punto su cui bisogna prestare particolare attenzione è il cibo: i gatti sterilizzati non solo tendono a ingrassare, ma tendono anche ad avere problemi all’apparato urinario. Utilizzare cibi per gatti sterilizzati di buona qualità diminuisce la possibilità che questi due problemi possano insorgere.

La sterilizzazione comporta anche dei vantaggi caratteriali nella maggior parte dei casi: i gatti diventano più affettuosi, diminuisce la loro tendenza alle risse e al vagabondaggio. Per questo, e per la ridotta possibilità di contrarre malattie infettive, i gatti sterilizzati vivono in media molto di più dei gatti interi.

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