La riproduzione del gatto

Il gatto raggiunge la maturità sessuale intorno ai sei mesi di età per le razze a pelo corto, più tardi per le razze a pelo lungo. In alcune razze come i Persiani, il primo calore può verificarsi addirittura intorno ai due anni di vita.

I calori del gatto sono “poliestrali stagionali”, e sono collegati alle ore di luce giornaliere: la gatta va in estro tra gennaio e marzo/aprile, e di nuovo tra giugno e settembre, quando, cioè, le giornate sono più lunghe, e le ore di luce aumentano. La gatta rimane in calore per circa 7-15 giorni; se non c’è la fecondazione, vi rientrerà dopo un periodo di quiescenza che va da 1 a 4 settimane.

Una gatta in calore è facilmente riconoscibile: smette di mangiare, si rotola e si strofina continuamente, diviene più affettuosa (raramente invece mostra un comportamento aggressivo), emette vocalizzazioni molto acute e caratteristiche (soprattutto nelle ore notturne) per richiamare i maschi, assume la tipica posizione a sfinge con il bacino e la coda sollevati, tamburellando con le zampe posteriori.

I maschi non vanno in calore, ma sono sempre pronti all’accoppiamento, e sono in grado, con il loro finissimo olfatto, di captare una gatta in calore tramite il rilevamento odoroso di sostanze molto particolari, i feromoni.

A differenza di quanto accade nei cani, nelle gatte non si rilevano perdite di sangue in corrispondenza del calore; questo perché l’ovulazione della gatta è indotta dall’accoppiamento stesso. Questa perfetta sincronia tra ovulazione e accoppiamento spiega la prosperosa fertilità delle gatte.

Quando la gatta dimostra la sua disponibilità all’accoppiamento, in genere dopo un lungo corteggiamento da parte del gatto, il maschio la monta mordendola alla base del collo. L’accoppiamento è doloroso per la femmina, che alla fine della monta respinge violentemente il maschio.

La gestazione di mamma gatta dura circa 60 giorni. I principali segni di gravidanza sono: arrossamento e rigonfiamento dei capezzoli, intorno alla terza settimana; più tardi, in genere dall’inizio del secondo mese, la gatta dimostrerà un maggior appetito e un variabile aumento di peso, insieme a un sempre più marcato rigonfiamento dell’addome. Nell’ultima fase della gravidanza, la gatta andrà spesso alla ricerca di un posto appartato, caldo e riparato per partorire. Può essere utile, allora, preparare un giaciglio che sia di gradimento alla gatta: questo, se la gatta vive in casa, eviterà che vada a partorire in posti quali armadi e cassetti, spesso prediletti dalla micia.

Il parto ha una durata variabile, compresa in genere tra le 2 e le 6 ore. Tra la nascita di due gattini, possono passare tra i trenta e i sessanta minuti. Al termine del parto, se tutto va per il meglio, la neo-mamma assume un atteggiamento beato e rilassato, dedicandosi alla pulizia e all’allattamento dei suoi piccoli, circondandoli di fusa e di attenzioni.

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