La leggenda dei gatti neri

Il gatto nero è al centro di diverse superstizioni e credenze popolari, che lo associano quasi sempre al male e alla sfortuna. Ma a quando risale la nascita di queste leggende, radicate ancora oggi nella mentalità di diverse persone?

Nel Medioevo, quando si attraversavano le strade immerse nella completa oscurità, rischiarate appena dalla luce di una fioca lanterna, non si vedeva praticamente nulla, tanto meno un gatto nero, il cui mantello si fonde alla perfezione con il buio circostante: la luce della lanterna andava a colpire gli occhi del micio, che riflettono la luce, illuminandosi: questo poteva causare spavento non solo agli uomini, ma soprattutto ai cavalli, con il rischio che si imbizzarrissero. Da questi eventi all’associazione gatto nero-demonio il tragitto fu assai breve.

Inoltre, i gatti neri erano quelli maggiormente impiegati sulle navi dei pirati per la caccia ai topi, proprio per la loro capacità mimetica nei luoghi bui: dunque, i gatti neri furono correlati anche alla presenza dei pirati, e questo avvalorò ancor di più la convinzione che fossero di cattivo auspicio e che presagissero eventi negativi.

Molti gatti neri, insieme a numerose donne ritenute streghe sulla base di considerazioni assurde e fallaci, vennero bruciati sul rogo nel periodo dell’Inquisizione.

E’ nell’antico Egitto che il gatto nero inizia invece ad essere considerato sotto un altro punto di vista: infatti, il gatto era collegato alla dea Iside, la dea della notte, rappresentata, per l’appunto, proprio dal colore nero. Iside, però, era anche la dea della fortuna, e da ciò scaturì un filone di pensiero parallelo al primo, ma radicalmente opposto, secondo il quale il gatto nero aveva poteri protettivi ed era di buon augurio.

Il gatto nero ebbe la sua rivincita anche nei paesi anglosassoni, nei quali veniva considerato in grado di portare fortuna agli amici umani che lo accudivano, assorbendo le energie negative della casa e tenendo al sicuro i padroni, come testimoniano, ancora oggi, alcuni proverbi:

“Quando il gatto di casa è nero la ragazza senza amore non resterà davvero.”

“Bacia il gatto nero e ti farà grasso; bacia il gatto bianco e ti farà magro.” 

Purtroppo, però, ancora oggi continuano a verificarsi spiacevoli episodi correlati all’idea del gatto nero che porta sfortuna: i gatti neri vengono abbandonati più frequentemente degli altri, vengono investiti di proposito e resi protagonisti di riti satanici, soprattutto nel periodo di Halloween. Chi compie atti tanto crudeli dovrebbe forse leggere il racconto “Il gatto nero” di Edgar Allan Poe, in cui il gatto nero si trasforma in una terribile e spaventosa minaccia per chi gli ha fatto del male, prendendosi la sua rivincita… Un racconto che combina la rivincita dei gatti neri e la conferma dell’illogicità degli uomini, che non ha confini, né spaziali né temporali.

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