Irrigazione: quando bagnare le piante?

Insieme alla luce, l’altro elemento indispensabile per la sopravvivenza e la crescita delle nostre piante è l’acqua

Tradescantia pallida

Tuttavia, è molto importante saper dosare correttamente le innaffiature, soprattutto per le piante particolarmente delicate e suscettibili ai marciumi delle radici: gli eccessi di acqua, infatti, per la maggior parte delle piante sono molto più dannosi rispetto alle carenze.

 

 

Come capire, allora, quando è il momento di bagnare le piante? Innanzitutto, per quasi tutte le piante le irrigazioni vanno ridotte durante il periodo invernale, e incrementate a partire dalla primavera, quando riprende la crescita attiva.

Ci sono vari stratagemmi che possiamo utilizzare per capire quando è arrivato il momento di innaffiare.

Peso del vaso

Pothos Trebie

Utilizzo questo sistema soprattutto per le piante meno esigenti, ad esempio Pothos, Filodendri e Tradescantia. Per queste piante, faccio asciugare il terreno prima di innaffiare nuovamente: non essendo particolarmente esigenti, è sufficiente verificare il peso del vaso; quando risulta leggero, si innaffia abbondantemente, per poi lasciare asciugare il terriccio prima di bagnare nuovamente.

Tastare il terriccio

Felce di Boston

Prima di innaffiare, è sempre bene tastare il terriccio a qualche centimetro di profondità con il dito, e verificare che sia asciutto non solo in superficie. Se non vogliamo utilizzare le mani, possiamo anche usare uno stuzzicadenti di legno, da infilare in profondità nel terreno: se esce sporco e umido, vuol dire che la pianta è ancora bagnata, mentre se esce asciutto, possiamo procedere con l’innaffiatura.

Igrometro: per le piante più difficili

Igrometro

Per le piante più esigenti, che temono particolarmente i ristagni, preferisco affidarmi a uno strumento più professionale: l’igrometro. Lo trovate su Amazon a pochi euro, e si tratta di uno strumento che, inserito nel terriccio a una profondità di almeno 10 centimetri, misura non solo l’umidità, ma anche il pH del suolo. L’igrometro è dotato di un’asticella che, una volta inserita nel terreno, si muove fino ad indicare il livello di umidità, secondo tre valori: dry (asciutto), moist (umido), wet (bagnato). Vi consiglio, una volta inserito l’igrometro, di aspettare 10-20 secondi in modo tale da ottenere una misurazione più precisa.

 

Pothos Njoy, poco esigente

A questo punto, si procede secondo le esigenze della pianta. In particolare, per le piante meno esigenti, quali Pothos, Tradescantie, Filodendri, Ficus, possiamo aspettare che l’igrometro indichi un livello di umidità basso, su dry, in modo tale da evitare di mandare in sofferenza le radici per un eventuale eccesso di acqua.

 

 

 

Alocasia. Vuole un terreno sempre umido

Invece, con le piante che necessitano di un terreno costantemente umido, ma non zuppo, come la Felce di Boston, le Alocasie e le Calathee, è meglio bagnare quando l’igrometro ci indica il livello più basso della fascia moist (umido): per queste piante, soprattutto Alocasie e Calathee, è sempre meglio non far asciugare del tutto il terreno.

 

 

Senecio. Pianta succulenta

 

 

Per le piante grasse e succulente, invece, che prediligono un terreno più asciutto, verifichiamo sempre che l’igrometro sia settato su dry prima di innaffiare nuovamente.

 

 

 

Qual è il vostro metodo preferito per capire quando è il momento di innaffiare le piante?

Un pensiero su “Irrigazione: quando bagnare le piante?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *