Infermieristica alla Sapienza: quello che dovete sapere

Nel settembre del 2012, quando mi sedetti su quella sedia ed iniziai a compilare il test di ingresso per entrare nel corso di laurea in infermieristica alla Sapienza, non possedevo molte informazioni fondamentali, che forse mi avrebbero impedito di commettere quello che non voglio definire un errore, ma piuttosto una deviazione nel mio percorso. Una deviazione che mi ha comunque arricchito non solo a livello culturale, ma anche e soprattutto a livello personale.

Voglio quindi fornire delle informazioni che potranno essere utili a chi, quest’anno, si accingerà a fare il test di ingresso per le professioni sanitarie alla Sapienza, ed, in particolare, per infermieristica.

Al test di ingresso si possono mettere tre scelte: ad esempio prima scelta ostetricia al policlinico Umberto I, seconda scelta tecnico radiologo al San Camillo, terza scelta infermieristica al San Pietro, oppure prima scelta infermieristica al policlinico Umberto I, seconda scelta infermieristica al Sant’Andrea, terza scelta infermieristica al San Camillo. Le tre scelte, quindi, possono comprendere sia diversi corsi di laurea in varie sedi, sia diverse sedi dello stesso corso di laurea. Ovviamente, non siete obbligati a selezionare tre scelte, potete anche decidere di selezionare un solo corso di laurea. In questo modo, però, ovviamente, avrete meno possibilità di entrare.

Se risulterete vincitori nella vostra prima scelta, dovrete necessariamente immatricolarvi in quel corso di laurea, e non potrete invece iscrivervi nella vostra seconda o terza scelta, nonostante doveste risultare vincitori anche lì. Ad esempio, se avete messo come prima scelta infermieristica al policlinico Umberto I, e come seconda scelta infermieristica al Sant’Andrea, potrete immatricolarvi nel corso di infermieristica al policlinico, e non in quello al Sant’Andrea. Se risulterete vincitori nella seconda e terza scelta, ma non nella prima, dovrete immatricolarvi nel corso di laurea che avete designato come seconda scelta. Ovviamente, se risulterete vincitori soltanto nella vostra terza scelta, potrete immatricolarvi esclusivamente al corso di laurea corrispondente.

Se vi siete immatricolati nella vostra seconda o terza scelta, ma, con lo scorrere della graduatoria, rientrate nella vostra prima scelta grazie ai subentri, potrete chiedere il trasferimento al corso di laurea che avevate indicato come prima scelta.

Per quanto riguarda più nel dettaglio il corso di laurea di infermieristica al policlinico Umberto I, ci sono diverse informazioni che sono molto utili, ma che non vengono fornite chiaramente prima dei test di ingresso. Al policlinico Umberto I ci sono tre corsi di infermieristica: il corso A, il corso B ed il corso C. Teoricamente, non dovrebbero esserci eclatanti differenze tra questi tre corsi, ma nella pratica non è esattamente così. Io avevo indicato come prima scelta il corso B, quindi mi immatricolai in questo corso di laurea, e ben presto mi resi conto che ogni corso presenta delle caratteristiche proprie. Ovviamente cambia la sede in cui si tengono le lezioni, che comunque, per tutti e tre i corsi, si trova generalmente all’interno del policlinico e non in città universitaria. Per il corso A e per il corso B le lezioni si svolgono generalmente il pomeriggio, dalle 14 alle 18/19 circa. Per il corso C, invece, almeno durante il primo semestre del primo anno, le lezioni si svolgono la mattina. Dovreste poter reperire gli orari delle lezioni sul sito ufficiale della Sapienza, ricercando il vostro corso di laurea, nella sezione “didattica”. La differenza maggiore tra i tre corsi di laurea, tuttavia, risiede nella modalità di svolgimento del tirocinio. Agli studenti del corso B, infatti, a differenza di quanto avviene per gli studenti degli altri due corsi, verrà fornito, circa a febbraio del primo anno di corso, un badge magnetico, che servirà per timbrare l’orario di inizio e di fine turno di tirocinio. La macchinetta per timbrare il badge si trova nella clinica di malattie infettive e tropicali, dove si svolgono le lezioni del primo anno. Prima di andare in reparto, quindi, dovrete recarvi nella clinica e timbrare il badge, e dovrete fare la stessa cosa prima di andare a casa, una volta terminato il turno. E’ fondamentale che vi ricordiate di timbrare, in quanto, a differenza di quanto accade per gli altri due corsi, il foglio firme con le presenze attestate dalla caposala non ha alcun valore, contano soltanto le ore registrate tramite il badge. Se non avrete raggiunto tutte le ore di tirocinio, non potrete sostenere il corrispettivo esame, e di conseguenza non potrete accedere nè agli esami del secondo anno nè al tirocinio del secondo anno. Infatti, per tutti i corsi di laurea in infermieristica, e credo in generale delle professioni sanitarie, non si possono sostenere gli esami del secondo anno se non si sono terminati tutti gli esami del primo. Inoltre, se non si è superato l’esame di tirocinio, non si può iniziare il tirocinio dell’anno successivo. Generalmente, l’esame di tirocinio può essere sostenuto negli appelli di settembre/ottobre, dicembre (straordinario), giugno/luglio. Il corso B prevede una modalità dell’esame di tirocinio diversa rispetto agli altri due corsi: se per questi ultimi si tratta o di un quiz a crocette o di un esame orale, il corso B prevede un esame a step; prima una prova scritta, successivamente una prova pratica, generalmente svolta con i tutor, in cui vi verrà chiesto di eseguire il rifacimento dei letti e una cura igienica sul manichino; infine, una parte tecnico-orale, durante la quale verrete esaminati direttamente dalla coordinatrice del corso; vi verranno chieste sia nozioni teoriche sia l’esecuzione di procedure infermieristiche, che dovrete eseguire su un manichino. Prima dell’esame di tirocinio, generalmente verso gennaio/febbraio, eseguirete con i tutor un periodo di laboratorio, in cui vi eserciterete, sempre sul manichino, in previsione dell’esame di tirocinio. Il periodo di laboratorio è contemplato anche per i corsi A e C. Queste sono le sostanziali differenze tra i tre corsi di laurea. Il corso di laurea B risulta sicuramente il più “tosto”, ma è senz’altro quello che fornisce una preparazione migliore. Lo stress è enorme, perchè oltre alle lezioni e agli esami, dovrete affrontare anche il tirocinio, ma questo vale per tutti i corsi di laurea in infermieristica; molto spesso, durante la sessione degli esami, soprattutto nel periodo estivo, vi ritroverete a dover svolgere anche il tirocinio. Questo comporta che dovrete passare metà giornata in ospedale e metà giornata sui libri, e non è certo una passeggiata.

Per quanto riguarda le modalità di svolgimento di tirocinio, il monte ore è così suddiviso: 450 ore per il primo anno, 600 per il secondo anno e 750 per il terzo anno. Durante il primo anno, all’incirca a febbraio, vi verrà fornito, insieme al libretto per la registrazione degli esami, anche un cartellino che dovrete apporre alla vostra divisa, e, appunto, la divisa. La divisa comprende due casacche, due pantaloni, un paio di scarpe anti infortunistiche, ed un pail. Non viene fornita gratuitamente, ma ha un costo ben preciso, che mi pare si aggiri intorno ai 130 euro. Il tirocinio del primo anno ha inizio generalmente nel periodo di marzo/aprile, a conclusione della prima sessione di esami. Vi verrà comunicato in anticipo (in genere una settimana prima) il reparto al quale siete stati assegnati, e i vostri tutor vi accompagneranno a presentarvi in reparto. Nel primo anno di corso, si segue il turno della mattina o del pomeriggio: la mattina si va in reparto dalle 7 alle 14, il pomeriggio dalle 14 alle 21. Si lavora dal lunedì al sabato. I turni vengono concordati con la caposala. Durante il periodo di tirocinio, i tutor potranno venire in reparto sia per controllare la vostra effettiva presenza fisica sia per chiedervi come sta procedendo la vostra esperienza. Per quanto riguarda il corso B, quindi, è vivamente sconsigliato timbrare il badge e poi non farsi trovare in reparto. Pena, la sospensione per alcuni mesi e l’impossibilità di svolgere il tirocinio per un determinato periodo, essendo poi costretti a recuperare le ore perse. Durante il primo anno, il periodo di tirocinio dura circa tre mesi. In genere, si alternano un mese di tirocinio ed un mese di lezione. Ad esempio: tirocinio ad aprile, lezioni a maggio, tirocinio (ed esami) a giugno. L’ultimo periodo di tirocinio viene svolto, solitamente, nel mese di luglio. Per chi non fosse riuscito a completare le 450 ore entro luglio, è previsto un periodo di recupero a settembre. Ovviamente non svolgerete il tirocinio sempre nello stesso reparto, ma lo cambierete con la frequenza di uno/due mesi. Io, nel mio primo anno, ho svolto tirocinio nel reparto di ostetricia per i primi due mesi, e nel reparto di medicina interna per l’ultimo mese. Una volta raggiunte le 450 ore, potrete sostenere l’esame di tirocinio. La prima sessione, come già detto, è in genere nel periodo di settembre/ottobre. Se vi state chiedendo “cosa si fa” in reparto al primo anno, sicuramente si inizia con il rifacimento letti e con le cure igieniche parziali e totali, ma, se sarete fortunati e troverete infermieri disponibili, non è raro che vi facciano eseguire anche qualche procedura non prevista nel primo anno, come i prelievi sanguigni. Teoricamente, comunque, durante il primo anno, oltre al rifacimento letti e alle cure igieniche, si può eseguire la somministrazione della terapia orale, intramuscolare, sottocutanea e topica, la gestione del sondino naso gastrico e del catetere vescicale, la rilevazione dei parametri vitali, la somministrazione di clisteri, i tamponi, gli stick glicemici, e, in linea generale, tutte le procedure non particolarmente invasive.

Una volta superato l’esame di tirocinio del primo anno, potrete accedere al tirocinio del secondo anno, che generalmente ha inizio nei mesi di ottobre/novembre. E’ prevista sempre l’alternanza tra un mese di tirocinio e un mese di lezione. Al secondo anno, il vostro tirocinio si svolgerà seguendo la turnistica vera e propria degli infermieri professionali: mattina, pomeriggio, notte, smonto, riposo. Non ci saranno quindi nè festività nè domeniche, lavorerete come un vero infermiere. Le attività che potrete legalmente eseguire si amplieranno, e comprenderanno i prelievi sanguigni, l’inserimento del sondino naso gastrico e del catetere vescicale, il posizionamento di un accesso venoso periferico, la somministrazione della terapia endovenosa. Gli orari di lavoro sono i seguenti: il turno comincia con la mattina, dalle 7 alle 14. Il giorno dopo, riprenderete con il turno pomeridiano, dalle 14 alle 21. Il terzo giorno, avrete il turno di notte, quindi dalle 21 alle 7. Dopo di che, starete a casa il giorno stesso che avete smontato e il giorno successivo, cioè il giorno di riposo. Quindi, ad esempio, se lunedì iniziate con la mattina, avrete martedì pomeriggio, mercoledì notte, giovedì smonto, venerdì riposo e riprenderete con il sabato mattina. Prima di iniziare il tirocinio del secondo anno, mi sono sempre chiesta cosa facessero gli infermieri durante il turno di notte… Beh, alle 22 c’è la somministrazione della terapia. Dopo di che, ci si dedica alle “scartoffie”, registrando in cartella i parametri vitali e la diuresi. Molto spesso, si cena tutti insieme, dopo di che si prepara la terapia per la mattina successiva, si risponde agli eventuali campanelli, si fa un giro del reparto per controllare che tutti i pazienti stiano bene. Non è raro che gli infermieri concedano a noi tirocinanti di dormire qualche ora sulla barella. Alle 6 si passa nuovamente la terapia e si eseguono i prelievi previsti. Dopo di che, si smonta e si va a casa a riposare. E’ importante ricordare che ciascun turno (mattina-pomeriggio-notte) ha un valore di 30 ore, anche se, praticamente, ne svolgete effettivamente 24 (7 della mattina, 7 del pomeriggio, e 10 della notte). Questo vale per tutti i corsi. Se, invece, non completate il turno, vi verranno conteggiate solo le ore effettivamente svolte. Ad esempio, se eseguite solo il turno della mattina e del pomeriggio, ma saltate la notte, vi verranno contate solo 14 ore.

Nel tirocinio del terzo anno, so che si lavora in pronto soccorso, in terapia intensiva e in rianimazione. Ma io non ci sono arrivata, quindi non posso fornirvi un’esperienza diretta!

16 thoughts on “Infermieristica alla Sapienza: quello che dovete sapere

  1. Ma quest’anno è diverso,non puoi mettere già le scelte, fai prima la prova e se sei risultato vincitore decidi dove entrare

  2. Ciao, mi sono imbattuta nella tua pagina perché come te ho trovato molte differenze tra le vari sedi. Io sono al secondo anno di infermieristica sapienza con sede a ostia. Volevo chiederti quando in un modulo ci sono 5 materie da superare e in una vieni bocciato, ti congelano le altre 4 materie o ti fanno fare di nuovo anche le materie che avresti passato? Te lo chiedo perché in molte sedi lo fanno ma nella mia no. In altre sedi fanno fare anche degli anticipi così il giorno dell esame non hai 7 materie da fare ma ne hai 3. Tutte queste cose che aiuterebbero molto nella mi sede non esistono dicendo che sono vietate per legge.

  3. Ciao, purtroppo queste cose variano da sede a sede, e molto spesso anche da professore a professore, e quindi da esame a esame. Nel mio caso, in alcuni esami organizzavano degli esoneri che consentivano di anticiparsi una parte di programma, soprattutto se il blocco prevedeva un numero consistente di materie. Nella maggior parte dei casi, comunque, se vieni bocciato ad una materia devi rifare l’intero blocco d’esame.

  4. Ciao, io ho il test di ammissione domani, e sono tentata ad inserire tra le mie scelte anche il corso di laurea all’IFO o un altro ospedale oltre all’Umberto I, un tuo consiglio?

  5. Ciao a tutti! Ho appena scoperto che sono stata presa ad infermieristica (corso B) alla Sapienza! Non avevo assolutamente intenzione di mettere tra le scelte questa facoltà, ma tra un calcolo e un altro ho pensato di “buttarmi” sui corsi con il maggior numero di posti, e così è stato! Ho letto questo articolo e a primo impatto mi sembra molto interessante, specialmente il tirocinio… Grazie Sara per tutte le informazioni dettagliate che hai scritto!

  6. Ciao Sara, ieri ho saputo che sono stata ammessa proprio al corso B, e sono stata felicissima di aver trovato la tua pagina, mi hai tolto ogni dubbio, più chiara di così non potevi essere.Mi pare di essere anche stata fortunata perchè a quanto pare il corso B è quello organizzato meglio. Grazie ancora, bacio

  7. Ciao, volevo chiederti se tu sei soddisfatta del corso e se secondo te è organizzato bene il tirocinio.
    Rifaresti la stessa scelta?
    Io spero di fare quella giusta! 🙂

    • Ciao Chiara, scusami se la mia risposta arriva solo adesso. In linea generale e cercando di non dilungarmi troppo, penso che il corso sia organizzato discretamente, nel senso che la maggior parte dei professori sono bravi e preparati, ma non mancano problemi organizzativi (ma questo in tutti i corsi della Sapienza, non solo al corso di infermieristica). E’ un corso che ti mette veramente alla prova, e se non sei motivata fino in fondo, non riesci, secondo me, a raggiungere il traguardo. Ma questo non è un male, perchè per svolgere un lavoro come quello dell’infermiere ci vuole una grande passione e tanta motivazione e, se non ce l’hai, meglio scoprirlo subito. Riguardo l’organizzazione del tirocinio nulla da dire, ma dipende sempre dal reparto in cui si capita. Rifarei la stessa scelta, nonostante tutto, perchè era qualcosa che volevo provare, una scelta che era nata solo e unicamente da me stessa, e, come dico sempre…meglio un rimorso che un rimpianto! Inoltre è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere tanto, mi ha fatto vedere un lato della vita che non sempre abbiamo ben presente e che ci aiuta a godere di più delle piccole gioie quotidiane e di cose che ci sembrano scontate ma non lo sono, e mi ha fatto conoscere bellissime persone che porterò sempre nel cuore. E’ stata un’esperienza che reputo sia stata fondamentale per la mia formazione non professionale, ma, cosa più importante, PERSONALE.

  8. Ciao, la tua pagina mi è stata di grande aiuto! Io mi sono iscritta quest’anno ai test ed ho passato appunto Infermieristica al Policlinico Umberto I. Come mai questa distinzione tra corsi? E soprattutto ciò vuol dire che nei canali A e C non si lavora bene e non si esce preparati? Il passaggio di canale sarebbe possibile da effettuare eventualmente durante il II anno?

    • Ciao, scusa il ritardo nella mia risposta. Sinceramente non avendo avuto esperienze dirette nei canali A e C, non mi sento di dirti che non si lavora bene e tanto meno che non si esce preparati. E’ però un dato di fatto che al canale B, almeno fin quando c’ero io, sono più rigidi su alcuni punti. Ma, ricordiamoci, più rigidità non significa migliore preparazione. Il passaggio di canale si può effettuare in qualunque anno.
      In bocca al lupo per il tuo percorso! Saluti.

  9. Ciao, sapresti dirmi quali sono le differenze tra i corsi che hai menzionato:A,B,C e il corso D/ Aeronautica militare? In cosa consiste…

    • Ciao, i corsi A B C sostanzialmente si equivalgono, tutti e tre sono collocati al policlinico umberto I, possono cambiare gli orari delle lezioni e alcune modalità di tirocinio (ai miei tempi, il corso B era l unico con un badge per timbrare entrate e uscite e l esame di tirocinio era più lungo e complicato, prevedendo anche una fase pratica con un manichino che gli altri corsi non avevavo). Del corso D invece non so nulla, mi spiace.

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