I punti neri: cosa sono e come liberarsene

I comedoni aperti, o punti neri, sono lesioni acneiche che derivano dall’apertura dei punti bianchi, o comedoni chiusi, che sono formati da sebo, cheratina e in alcuni casi anche da microrganismi che possono causare un’infiammazione della lesione, con una sua conseguente progressione che si manifesta con l’insorgenza di un foruncolo. Una volta che i punti bianchi si aprono, per via della spinta del loro contenuto, l’ossidazione lipidica e la migrazione di cellule ricche di melanina conduce alla comparsa della classica sommità scura del comedone, da cui deriva il nome di punto nero.
I comedoni aperti rappresentano spesso la prima fase dell’acne: è bene quindi contrastarli fin da subito tramite appositi prodotti, sotto la guida di un dermatologo, cercando sempre di evitare le operazioni di rimozione “fai da te”, che possono condurre a complicazioni di tipo cicatriziale e/o infettivo.
Se proprio non si riesce a resistere alla tentazione di rimuovere uno sgradevole punto nero, magari sbucato proprio sulla punta del naso, bisogna almeno evitare di usare le unghie, prediligendo l’utilizzo di un apposito leva comedoni, reperibile in tutte le profumerie. Inoltre, per dilatare i pori e facilitare la rimozione del punto nero, è utile procedere come segue: riempire una pentola di acqua e portarla ad ebollizione; tenere la faccia ad una distanza di circa dieci cm sopra la pentola, coprendo la testa con un asciugamano; lasciare che il vapore agisca per circa dieci o quindici minuti. Una volta rimosso il comedone, bisogna lavare bene la zona interessata con acqua e sapone e tamponare con un disinfettante, per evitare di espandere l’infezione.
Il metodo più valido per combattere la problematica, specie se questa è piuttosto diffusa, si avvale tuttavia di tecniche più soft, che richiedono una certa costanza per raggiungere buoni risultati. Tra i prodotti maggiormente utilizzati troviamo le creme o i gel con potere esfoliante, come l’acido retinoico, che, accelerando il turn over cellulare, rimuove gradualmente le lesioni. Spesso, utilizzando questi prodotti, inizialmente si puó avere un peggioramento delle condizioni della pelle, perché l’esfoliazione porterà in superficie tutte le impurità nascoste in profondità. Questo apparente peggioramento è quindi del tutto normale e anzi, indica che il trattamento sta funzionando. Anche l’esecuzione di peeling, sempre a base di acidi, può essere utile. Ovviamente questi trattamenti necessitano della consulenza e della guida di uno specialista dermatologo.
Un rimedio fai da te che non comporta il rischio di spiacevoli esiti cicatriziali è rappresentato dall’uso di appositi cerotti, reperibili in profumeria ma anche nei supermercati. Questi cerotti sono preformati per l’applicazione su fronte, naso e mento, la famosa zona T, maggiormente ricca di ghiandole sebacee e quindi più soggetta alla formazione dei comedoni. Le zone interessate vanno leggermente inumidite, dopo di che si procede all’applicazione dei cerotti, facendoli aderire bene. Rimuovendo a strappo i cerotti, verranno rimossi anche i punti neri.
Per ultimo, ma non meno importante, è bene ricordare che un’adeguata detersione del viso, eseguita mattina e sera, è fondamentale per prevenire e migliorare la problematica. Dopo il detergente, è utile applicare un tonico astringente.

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