Halloween, un pericolo per i gatti neri

Halloween, popolare festa dalle radici anglosassoni, sta prendendo sempre più piede anche in Italia, dove si festeggia nei modi più disparati, dai “dolcetto o scherzetto” dei bambini, che si divertono a mangiare dolci regalati dai più simpatici o a lasciare schiuma da barba e carta igienica in ricordo del loro passaggio a chi non è stato altrettanto gentile, fino alle serate a tema in discoteca. Tra i tanti eventi della “notte delle streghe” ce n’è uno che si rifà al Medioevo, e che ci fa comprendere quanto antiquata, superstiziosa e crudele sia la mentalità di alcune persone: il sacrificio dei gatti neri in riti pseudo-satanici.

L’AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali & Ambiente) sostiene che In Italia “circa 5.000 sono i felini che vengono uccisi per riti satanici dagli oltre 800 gruppi esoterici presenti nel territorio nazionale, e il rischio è che la notte di Halloween sia la maggiore responsabile di questo fenomeno”. Per proteggere i gatti neri da questi atti che denotano inciviltà, cattiveria e arretratezza mentale e culturale, l’AIDAA organizza alcune ronde, ognuna composta da 4 persone, che si occuperanno di pattugliare le zone più a rischio nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre.

Le zone considerate maggiormente a rischio si trovano in Lombardia, Piemonte, Emilia, Veneto, Liguria, Lazio, Umbria e Calabria, in particolare tra Terni e Perugia, e nella zona a cavallo tra Viterbo e Roma.

Il consiglio che arriva dall’Associazione è comunque quello di tenere in casa i gatti neri nella giornata di Halloween, durante la quale, in alcuni luoghi, prende il via una vera e propria caccia a questi esemplari, che coinvolge i gruppi satanisti italiani, circa 800 secondo le stime.

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