Gatti in casa o fuori?

Questo è il dilemma che affligge diversi proprietari di questi simpatici felini.

Il gatto è un animale noto per la sua indipendenza e per la sua natura cacciatrice, ma, allo stesso tempo, è perfettamente in grado di adattarsi alla vita domestica, con i giusti accorgimenti. Ovviamente, un tiragraffi e un gioco a forma di topolino non saranno mai in grado di sostituire un albero su cui arrampicarsi vivacemente o una vera caccia a roditori, uccelli e lucertole.

Tuttavia, i sostenitori della vita del gatto unicamente in appartamento oppongono alle motivazioni di coloro che preferiscono lasciare in libertà l’elegante felino delle considerazioni assolutamente ragionevoli: il pericolo delle automobili, dei cani, delle lotte per il territorio e per le femmine, soprattutto nel caso dei maschi non castrati, la possibilità che il micio si perda e non trovi più la strada di casa e, purtroppo, anche le persone, che spesso si rendono artefici di atti di crudeltà inimmaginabili contro i nostri a-mici. Senza contare che un gatto che ha la possibilità di uscire a suo piacimento corre il rischio di contrarre diverse malattie pericolose, e potenzialmente letali, tra cui spiccano la FeLV, cioè la leucemia felina, e la FIV, l’immunodeficienza felina.

Cosa fare, allora, per garantire la felicità del gatto e allo stesso tempo proteggerlo quanto più possibile dai pericoli della vita all’aperto?

Innanzitutto, bisogna considerare il carattere del gatto: infatti, ci sono gatti che adorano letteralmente la vita di appartamento, e sembrano nati appositamente per ronfare allegramente su letti e divani, accontentandosi delle coccole del padrone, della ciotola sempre piena e di un tiragraffi per essere al massimo della felicità. Al contrario, ci sono gatti in cui lo spirito indipendente ha il sopravvento, e in questo caso sarà molto difficile riuscire a domare l’animo felino del nostro micio, soffocando la sua natura di cacciatore tra quattro mura.

Nel caso in cui, dunque, si decida di far uscire il gatto, per limitare il più possibile le probabilità di incidenti, si possono adottare alcuni accorgimenti:

1) Castrare l’animale, soprattutto nel caso di esemplari maschi: un gatto intero, cioè non castrato, infatti, ha un territorio molto più ampio rispetto ad uno castrato, di conseguenza girovagherà molto di più, alla ricerca costante di femmine in calore. Questo lo esporrà, inoltre, alle liti con i rivali, che possono causargli, oltre a ferite più o meno gravi, anche il contagio di diverse malattie.

2)Far rientrare in casa l’animale nelle ore notturne. Molto spesso, infatti, durante la notte i gatti amano esplorare il territorio, e questo li espone a numerosi pericoli. Per far sì che il gatto rispetti il suo coprifuoco, è sufficiente abituarlo a mangiare all’orario in cui si desidera farlo rientrare, evitando di lasciargli il cibo sempre a disposizione nella ciotola. Ad esempio, si potrebbe somministrare una modesta quantità di cibo al mattino e un leggero spuntino nel primissimo pomeriggio, in modo tale che il gatto torni a casa la sera spinto dalla fame.

3)Cercare, per quanto possibile, di rendere il giardino a prova di gatto, modificando le recinzioni, in modo da renderle, in alto, ripiegate verso l’interno del giardino: in questo modo, sarà più difficile che il micio riesca a scavalcare.

4)Vaccinare l’animale: premettendo che è meglio vaccinare anche i gatti che vivono solo in casa, la vaccinazione si rivela ancora più importante per i gatti che sono liberi di uscire, avendo una possibilità maggiore di contrarre malattie. Con la trivalente i nostri mici vengono protetti dalla rinotracheite, la calicivirosi e la panleucopenia. Inoltre, esiste anche la vaccinazione contro la FeLV.

5)Se nelle vicinanze della casa c’è una strada trafficata, cercare di insegnare al gatto a non avvicinarvisi troppo. Ovviamente è difficile cercare di insegnare ad un gatto a tenersi lontano da un determinato luogo. Tuttavia, si possono rinforzare le recinzioni della parte del giardino confinante con la strada, come consigliato sopra. Inoltre, le prime volte che si fa uscire il gatto sarà bene tenerlo al guinzaglio tramite le apposite pettorine per gatti. In questo modo, è possibile far esplorare al gatto solo il suo territorio. Successivamente, si può lasciare il gatto libero senza guinzaglio, facendo attenzione, però, a seguirlo per vedere se si avvicina a luoghi “proibiti”. Nel caso in cui questo avvenga, il gatto va preso e spostato nell’area sicura. Oppure, si può provocare un forte rumore che spaventi il gatto, e lo spinga a tornare nel suo territorio.

6)Somministrare regolarmente al gatto vermifugo e antiparassitario.

7)Munire l’animale di un collarino, per evitare che venga confuso con un gatto randagio: non sono rari i casi di mici che vengono adottati perché ritenuti privi di proprietario, quando in realtà non è così.

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