Déjà vu: problema cerebrale o capacità paranormale?

Il termine francese significa letteralmente “già visto”: il déjà vu è definito come la sensazione soggettiva di aver già vissuto precedentemente una determinata situazione o di aver già visto una data immagine, associata alla consapevolezza che non può essere così.

Il fenomeno è piuttosto comune e si stima che circa il 60% della popolazione abbia avuto a che fare con questa esperienza almeno una volta nella vita.

Di spiegazioni scientifiche e cliniche che tentano di inquadrare il déjà vu come un fenomeno razionale ce ne sono a bizzeffe: alterazioni nelle funzioni cognitive e della memoria, epilessia breve e limitata che causa una disfunzione del sistema nervoso, una temporanea disattivazione del sistema di recupero della memoria, un “black out” nell’attenzione.

Tuttavia, ben più affascinanti e misteriose sono quelle teorie che associano il déjà vu a fenomeni quali la chiaroveggenza, la precognizione, le percezioni extrasensoriali, il ricordo dei sogni.

Per quanto riguarda in particolare l’interpretazione del déjà vu come ricordo dei sogni è interessante ricordare alcuni meccanismi del sonno e dei sogni: il sonno presenta due fasi fondamentali, quella non REM e quella REM, dove REM sta per “rapid eye movement”, ad indicare il celere movimento oculare che caratterizza questa fase. La fase REM è definita anche “paradosso”, in quanto l’attività cerebrale in questa fase del sonno risulta identica a quella che il soggetto possiede da sveglio. Ed è proprio in questa fase che ci immergiamo nei sogni che non ricorderemo una volta svegli. E’ quasi come se fossimo svegli, ma catapultati in un’altra dimensione, della quale non ricordiamo più nulla una volta aperti gli occhi. In quest’ottica, quindi, l’interpretazione del déjà vu come ricordo dei sogni calza perfettamente.

L’interpretazione che potremmo definire più romantica del fenomeno è quella secondo cui questa strana sensazione non è altro che la conferma che stiamo seguendo il nostro destino, che ci troviamo nel posto giusto al momento giusto.

La cosa più sconvolgente, alla quale nessuna teoria scientifica offre una valida spiegazione, è che, in alcuni casi, il déjà vu si manifesta come il riconoscimento di persone o luoghi mai conosciuti prima: vi sono persone che hanno descritto luoghi lontani come se li avessero veramente visitati, ma è assolutamente certo che non possano averli conosciuti. Nessuna ipotesi medica o scientifica può spiegare come sia possibile che un uomo conosca alla perfezione una casa a 1000 km di distanza senza che vi sia mai stato. Le ipotesi sono tre: chiaroveggenza, telepatia, l’aver conosciuto quei luoghi “in un’altra vita”. La visione più romantica di quest’ultima ipotesi è quella che concerne le anime gemelle: anime che, indipendentemente dal corpo nel quale sono racchiuse, si riconoscono perchè si sono già conosciute in una vita precedente.

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