Come analizzare e tradurre una versione di greco

Innanzitutto bisogna suddividere i periodo in proposizioni: per fare ciò e’ necessario individuare tutti i predicati (volendo segnandoli sul testo sottolineandoli con la matita).

Individuare i predicati e’ una cosa essenziale, in quanto tutta la frase verte proprio su questa parte del discorso: analizzando il verbo, si ricavano il modo, il tempo, la persona e il numero; queste ultime due servono per individuare il soggetto della frase: per esempio se il verbo e’ alla terza persona singolare, capiamo che il soggetto e’ singolare; se e’ alla terza plurale dovremo invece andare a cercare un soggetto plurale oppure più soggetti singolari legati tra loro.

Volendo il soggetto può essere sottolineato con una matita rossa o di un colore che avremo precedentemente stabilito per quel determinato elemento della frase; questo meccanismo ci aiuta ad avere sempre bene in mente le funzioni di ogni singola parte della frase, al fine di non commettere errori. Ad esempio in una frase del genere:
Ο βασιλευς αρχεται
Αρχεται e’ il predicato della frase: e’ un indicativo, presente, terza persona singolare, dovremo andare quindi a cercare un soggetto che sia singolare: ο βασιλευς. In greco siamo molto avvantaggiati anche dal fatto che, al contrario del latino, ci sono gli articoli.
Sottolineeremo quindi αρχεται con la matita e ο βασιλευς con la matita rossa.

SOLO una volta individuate le funzioni logiche dei vari elementi della frase, possiamo aprire il dizionario e cominciare a cercare i vari significati. Ricordiamo che i verbi andranno cercati alla prima persona singolare e i nomi e gli aggettivi al nominativo singolare.

Αρχεται, in quanto verbo deponente, andrà cercato αρχομαι; questo verbo ha vari significati, sta a noi scegliere quello più appropriati a seconda del contesto.

Stessa cosa per βασιλευς. La traduzione di questa basilare frase sarà quindi: il re comanda.
Naturalmente in una frase di questo tipo e’ molto facile scegliere la traduzione più appropriata, ma la maggior parte delle volte le frasi greche non saranno composte solo da soggetto e predicato, ma anche da molti altri elementi, quali complementi oggetto, specificazione e altri vari complementi. La tecnica dei colori aiuta molto e vi consiglio di adottarla. In una frase come questa: Ο καλός πολίτης τον της πόλεως νομον σέβεται και τούτο κάνω χαίρει
Innanzitutto dobbiamo individuare i predicati, che in questa frase sono tre: σέβεται, κάνω, χαίρει. Sappiamo già che κάνω, essendo un infinito, non può essere il verbo reggente di una proposizione, ma anzi deve essere retto da un altro verbo che in questa frase e’ χαίρει.

Il verbo della reggente e’ quindi σέβεται. Analizziamolo: e’ un indicativo presentemente terza persona singolare. Cerchiamo quindi un soggetto singolare: ο πολίτης, con il suo attributo καλός.

Analizziamo il resto della frase: abbiamo un nome in accusativo, che quindi svolge la funzione di complemento oggetto: τον νομον. In posizione attributiva abbiamo un nome in genitivo che svolgerà quindi la funzione di complemento di specificazione: της πόλεως.

Una volta analizzati tutti gli elementi della frase, possiamo cercare i significati. Il significato del verbo va cercato in parallelo con il significato del complemento oggetto: infatti il significato del verbo andrà scelto in base al significato del complemento oggetto. Cominciamo pero dal soggetto: il buon cittadino. Passiamo poi cercare il verbo: andrà cercato alla prima persona singolare quindi σέβεται, in parallelo cerchiamo il significato del complemento oggetto: cerchiamolo al nominativo singolare quindi νόμος. Scorriamo i vari significati e cerchiamo quelli più appropriati: in questo caso sono senza dubbio: rispetta la legge
Passiamo poi a cercare il complemento di specificazione in posizione attributiva, sempre cercandolo a nominativo singolare: πόλις, città. Abbiamo così completato la traduzione della frase principale: il buon cittadino rispetta la legge della città. Abbiamo poi una coordinata alla principale introdotta da una congiunzione coordinante: και , che significa “e” . Venendo il verbo alla terza persona singolare, e non vedendo una secondo elemento in caso nominativo in finzione di soggetto, possiamo facilmente intuire che ci sia concordanza di soggetto tra le due frasi. Sapendo che χαίρει e κάνω sono due verbi, dobbiamo capire che funzione abbia τούτο, che e’ un pronome dimostrativo particolare: ουτος, αυτη, τούτο, questo.

Quando ci si trova di fronte a questi aggettivi o pronomi particolari che utilizzano temi diversi a seconda del genere, e’ necessario averli imparati precedentemente a memoria per saperli cercare correttamente sul dizionario.

Τούτο sarà quindi il complemento oggetto della coordinata. Cerchiamo sul dizionario il significato dei verbi: χαιρω: gioire, essere felice e κάνω fare. La traduzione sarà quindi: ed e’ felice di fare ciò.
Possiamo quindi ricomporre il periodo:
Il buon cittadino rispetta la legge della città ed e’ felice di fare ciò.

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