Tutti gli articoli di Sara

Dopo la maturità, la scelta dell’università e l’inizio di un nuovo percorso

I maturandi hanno da poco festeggiato i famosi cento giorni ed hanno iniziato a spuntare le caselle del calendario che li separano da quel fatidico momento in cui si sederanno su una sedia cigolante, prenderanno in mano una biro ed inizieranno a svolgere le prove scritte di maturità, cui farà seguito il tanto temuto esame orale, l’ultima interrogazione nel proprio istituto superiore di secondo grado. L’esposizione della tesina, una domanda da ciascun professore e via, liberi di trascorrere un’estate senza troppi pensieri. Tuttavia, la sensazione di libertà si ritroverà quasi subito a scontrarsi con una sensazione decisamente meno piacevole: quella evocata dalla paura dell’eventuale futura scelta universitaria, alla quale riusciranno forse a sfuggire solo coloro che fin da piccoli hanno il sogno di diventare medico, professore, architetto e quindi lotteranno con tutte le loro forze per raggiungere il tanto ambito traguardo. Per coloro, invece, che non hanno ancora le idee chiare o non hanno un’innata passione verso una particolare professione si prospettano Continua a leggere

Sindrome dell’ovaio policistico: cos’è, quali sono i sintomi e il perchè della pillola anticoncezionale

La sindrome dell’ovaio policistico, nota anche come policistosi ovarica, micropolicistosi ovarica, sindrome di Stein-Leventhal, è una condizione patologica di natura endocrina e metabolica che colpisce tra il 5 e il 10 per cento della popolazione femminile in tutto il mondo, guadagnandosi così il primo posto tra le affezioni ginecologiche in età fertile. La complicanza maggiore che si può manifestare nelle donne che presentano la suddetta sindrome è l’infertilità.

Attualmente, la diagnosi di policistosi ovarica si basa sulla presenza di almeno due delle tre seguenti condizioni: Continua a leggere

Infermieristica: gli esami

Il corso di laurea in infermieristica (università degli studi la Sapienza, Policlinico Umberto I) prevede che una sostanziosa parte dell’attività didattica sia dedicata al tirocinio, ma riserva anche una quota non indifferente di ore alle lezioni, e, di conseguenza, ai temuti esami. Durante il primo anno di corso, in particolare nel primo semestre, si affrontano argomenti molto generici e, spesso, non ancora specifici nel campo dell’infermieristica. Piú nel dettaglio, durante il primo semestre del primo anno, si seguono questi corsi: basi molecolari e cellulari della vita, basi anatomo-fisiologiche del corpo umano, basi dell’assistenza infermieristica. È importante sottolineare che nel corso di laurea in infermieristica i corsi sono integrati, cioè ciascun esame prevede lo studio di almeno tre materie: per basi molecolari e cellulari della vita si tratta di biochimica, fisica e genetica; per basi anatomo-fisiologiche del corpo umano è previsto lo studio dell’anatomia, della fisiologia e dell’istologia. Continua a leggere

Infermieristica alla Sapienza: quello che dovete sapere

Nel settembre del 2012, quando mi sedetti su quella sedia ed iniziai a compilare il test di ingresso per entrare nel corso di laurea in infermieristica alla Sapienza, non possedevo molte informazioni fondamentali, che forse mi avrebbero impedito di commettere quello che non voglio definire un errore, ma piuttosto una deviazione nel mio percorso. Una deviazione che mi ha comunque arricchito non solo a livello culturale, ma anche e soprattutto a livello personale.

Voglio quindi fornire delle informazioni che potranno essere utili a chi, quest’anno, si accingerà a fare il test di ingresso per le professioni sanitarie alla Sapienza, ed, in particolare, per infermieristica.

Al test di ingresso si possono mettere tre scelte: ad esempio prima scelta ostetricia al policlinico Umberto I, seconda scelta tecnico radiologo al San Camillo, terza scelta infermieristica al San Pietro, oppure prima scelta infermieristica al policlinico Umberto I, seconda scelta infermieristica al Sant’Andrea, terza scelta infermieristica al San Camillo. Le tre scelte, quindi, possono comprendere sia diversi corsi di laurea in varie sedi, sia diverse sedi dello stesso corso di laurea. Ovviamente, non siete obbligati a selezionare tre scelte, potete anche decidere di selezionare un solo corso di laurea. In questo modo, però, ovviamente, avrete meno possibilità di entrare.

Se risulterete vincitori nella vostra prima scelta, dovrete necessariamente immatricolarvi in quel corso di laurea, e non potrete invece iscrivervi nella vostra seconda o terza scelta, nonostante doveste risultare vincitori anche lì. Ad esempio, se avete messo come prima scelta infermieristica al policlinico Umberto I, e come seconda scelta infermieristica al Sant’Andrea, potrete immatricolarvi nel corso di infermieristica al policlinico, e non in quello al Sant’Andrea. Se risulterete vincitori nella seconda e terza scelta, ma non nella prima, dovrete immatricolarvi nel corso di laurea che avete designato come seconda scelta. Ovviamente, se risulterete vincitori soltanto nella vostra terza scelta, potrete immatricolarvi esclusivamente al corso di laurea corrispondente.

Se vi siete immatricolati nella vostra seconda o terza scelta, ma, con lo scorrere della graduatoria, rientrate nella vostra prima scelta grazie ai subentri, potrete chiedere il trasferimento al corso di laurea che avevate indicato come prima scelta.

Per quanto riguarda più nel dettaglio il corso di laurea di infermieristica al policlinico Umberto I Continua a leggere

Mattina

Sento la dolce melodia di un uccellino mattiniero penetrare attraverso le persiane chiuse. La luce del sole, quella ancora no, la stella che ci illumina non ha ancora fatto capolino per darci definitivamente il buon giorno. Ma per me il giorno deve cominciare. La sveglia non è ancora suonata, ma l’uccellino che continua a cantare allegro e che ha ormai definitivamente interrotto il mio sonno, sembra volermi ricordare insistentemente che tra pochi minuti lo farà. Trovo la forza di accendere l’abat-jour sul comodino e guardo l’ora: le 5:02. Come immaginavo, tra ventotto minuti dovrò abbandonare le confortevoli coperte e gettarmi nella fresca aria mattutina della prima metà di Aprile. La mia mente ne è consapevole, il mio corpo un po’ meno, e mi convince ad abbandonarmi a una piacevole dormiveglia, nella quale si fanno caoticamente spazio immagini di prelievi, punture, flebo e letti di ospedale. Passati quei ventotti minuti, che mi sono sembrati effettivamente non più di cinque, il martellante “drin drin” della sveglia accompagna la soave melodia dell’uccellino, che non ha mai smesso di canticchiare.

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Sindrome premestruale

Le donne, molto spesso già complicate e particolari di per se, possono divenirlo ancora di più nel periodo antecedente il manifestarsi del flusso mestruale, a causa della rinomata “sindrome mestruale”. Per gestire il rapporto con una donna durante questi giorni, è importante innanzitutto capire cosa succede durante questo periodo del ciclo femminile. Ad essere responsabili dei cambiamenti d’umore, ma non solo, che si manifestano in questi giorni, sono gli ormoni, ed in particolari gli sbalzi ormonali che si verificano nell’arco del ciclo mestruale: nelle prime due settimane del ciclo, sono gli ormoni estrogeni a prevalere, di conseguenza la donna sarà più tranquilla e rilassata; nelle ultime due settimane, invece, il livello di estrogeni diminuisce per dare spazio al picco di progesterone, principale responsabile di quelle alterazioni fisiche ed emotive che vanno a costituire nel loro insieme la sindrome premestruale. I sintomi fisici includono sensazione di gonfiore, cefalea, peggioramento o comparsa di acne, aumento del senso della fame, aumento di peso. I sintomi emotivi comprendono irritabilità dell’umore, depressione, diminuzione della libido, debolezza, diminuzione del livello di tolleranza e di sopportazione.

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Look da università

Primi periodi universitari, realtà diverse, nuovi compagni, diverse materie, perché a tutte queste novità non abbinare un look innovativo?

All’università le ragazze possono permettersi di osare di più rispetto al liceo, per quanto concerne l’abbigliamento. Ovviamente, se vogliono.
Se al liceo vi è mancata la possibilità di sfoggiare camicette più eleganti o jeans particolarmente attillati, se avreste tanto voluto indossare un paio di scarpe con il tacco, ma vi siete sempre sentite (giustamente) eccessive e fuori luogo in una scuola superiore, è arrivato il momento della riscossa!
All’università via libera a camicette, pantaloni più eleganti, e, perché no, ai nostri amati tacchi! Non parliamo ovviamente di un tacco a spillo 12, ma piuttosto di un tacco 6-7 cm, abbastanza largo, che ci consenta di slanciarci ma ci lasci comode, perché l’ambiente universitario è spesso caotico e frenetico, cambio di aula a ogni ora, ricerca di libri e di professori introvabili, per non parlare degli interminabili tragitti sui mezzi pubblici.

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Romanticismo, sí o no?

I gesti romantici non sono sempre apprezzati da tutte le donne. Le serenate, le rose rosse il giorno dell’anniversario, il messaggio del buon giorno, l’uomo che con galanteria apre la portiera alla sua compagna o che paga il conto: alcune donne quasi lo pretendono, altre lo detestano e considerano alcuni gesti quasi come una mancanza di rispetto nei confronti della donna e della parità dei diritti tanto difficilmente guadagnata. Ora, come possono gli uomini capire il tipo di donna con cui hanno a che fare? Come comportarsi al primo appuntamento?

Il consiglio è quello di comportarsi in modo abbastanza neutrale sotto questo punto di vista durante le prime uscite, facendo sempre molta attenzione alla reazione della donna a determinati comportamenti, valutando anche il linguaggio non verbale: se, ad esempio, le aprite la portiera e lei fa una smorfia, è probabile che non lo gradisca. Un sorriso è invece un segno di approvazione e di apprezzamento. Per quanto riguarda il pagare il conto, particolare attenzione! Proponete sempre di pagare voi, per evitare errori! Se la ragazza dice che vuole pagare lei, di nuovo attenzione! Potrebbe essere una strategia per mettervi alla prova, e verificare che non vi siate offerti di pagare così, “tanto per”.. Quindi insistete, ma non troppo, altrimenti rischiate che la donna si senta offesa. Offritevi di pagare il conto almeno una seconda volta, sottolineando che ci tenete e vi fa piacere, ma se la ragazza insiste sul fatto di voler pagare per conto suo, assecondatela.

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“Tu non mi capisci”

Quante volte la donna si lamenta nei confronti del suo compagno con la fatidica frase “tu non mi capisci”?
Che l’uomo molto spesso non riesca a comprendere la donna è un fatto appurato, che dipende dalla diversa modalità di ragionamento nei due sessi.
L’ippocampo maggiormente sviluppato nella donna favorisce la memoria e ottimizza concentrazione e attenzione.
La corteccia parietale piú estesa del cervello maschile gli consente di difendersi in modo piú efficace da attacchi esterni. 

Le parole, i dettagli, l’empatia, il linguaggio non verbale sono fondamentali per la donna, le consentono di esprimere a pieno la sua personalità e i suoi sentimenti.

Per gli uomini è diverso. Gli uomini si approcciano in modo diverso alle emozioni e ai sentimenti. Non perché non ne provino, ma perché, nella maggior parte dei casi, preferiscono non esternarli, o, comunque, li esternano in modo radicalmente diverso rispetto alle donne.

Quindi, per prima cosa, noi donne dovremmo ricordare che gli uomini, spesso, non ci capiscono non perché non si applichino, ma perché per loro i nostri ragionamenti e il nostro modo di gestire e affrontare determinate situazioni sono lontani anni luce. Quindi, siate clementi nei confronti del vostro compagno, non reagite con rabbia se lui “non vi capisce” ma, piuttosto, cercate di porre la questione sotto un’altra luce, spronandolo a comprendere come ragioniamo noi donne.

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Prendersi cura della pelle grassa o acneica

Premettendo che l’acne è una patologia vera e propria, che necessita di un apposito trattamento medico, che varia a seconda delle cause che l’hanno scatenata, se il problema non è grave e si riduce a qualche sporadico brufolo, punti neri e pelle tendenzialmente grassa, alcuni piccoli accorgimenti possono essere utili per migliorare o risolvere la problematica.

Molto spesso quando si soffre di pelle grassa si cade nell’errore di utilizzare prodotti particolarmente aggressivi il cui obiettivo è quello di seccare la pelle.  Frequentemente tuttavia, con questi prodotti, si ottiene l’effetto contrario, perché le ghiandole sebacee reagiscono producendo ancora più sebo come difesa. È quindi fondamentale ricordare che anche la pelle grassa necessita di un’adeguata idratazione quotidiana. Ovviamente è opportuno utilizzare creme prive di oli, adatte alle pelli grasse o miste. Fortemente consigliati anche i prodotti idratanti in gel, freschi e leggeri, ideali per questo tipo di pelle. Fondamentale è anche la detersione del viso, che deve avvenire mattina e sera. La mattina è importante per rimuovere le sostanze accumulate durante la notte, che potrebbero ostruire i pori e portare alla formazione dei fastidiosi punti neri. La sera è necessario pulire accuratamente il viso per rimuovere tutto il trucco. Anche se non vi truccate, è importante eseguire la pulizia del viso per rimuovere tutti i residui accumulati durante la giornata.

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